Il Nazismo “Europeo”

Il sistema fiscale tedesco prevede la tanto discussa Kirchensteuer, ovvero l’ “Imposta per le Chiese”. Una tassa che chi va a lavorare in Germania impara a conoscere in fretta e che addirittura in passato si era proposto di inserire anche in Italia. Paghereste una tassa per la religione?

Identificarsi come cattolico e non pagare la “tassa sulle religioni” fa scattare una procedura di infrazione nei propri confronti: è quello che è successo di recente al calciatore italiano Luca Toni, che secondo la Chiesa cattolica tedesca deve 1,7 milioni di euro di tasse non pagate durante le sue due ultime stagioni al Bayern Monaco fra il 2008 e il 2010 (Toni ha detto che non era stato informato della tassa dalla sua commercialista) (Il Post, 16 luglio).

In Germania, infatti, segnalare nella dichiarazione dei redditi la propria appartenenza alla religione – cattolica, protestante o ebraica – equivale ad autorizzare il pagamento di una ulteriore tassa pari all’8-9 per cento delle proprie imposte. Se non la si vuol pagare, si deve abbandonare ufficialmente la propria Chiesa con un atto ufficiale di “rinuncia” (che ha un costo fisso, di solito attorno ai 30 euro).

Nel 2012 la conferenza dei vescovi cattolici tedeschi ha emanato un decreto che vieta a chi non ha pagato la tassa “speciale” di ricevere i sacramenti, e cioè per esempio di ricevere la comunione o sposarsi in chiesa.

UN SISTEMA “NON SPONTANEO”
«La cosiddetta Kichensteuer o “tassa sulle religioni” – è un sistema di autofinanziamento della Chiesa, regolamentato dallo Stato. Non è un sistema di finanziamento spontaneo, nel senso che i fedeli devono pagare un’imposta alla Chiesa, che è considerata un ente di diritto pubblico».

COME EVITARE DI PAGARLA
In quanto ente di diritto pubblico la Chiesa cattolica, «va sovvenzionata da coloro che appartengono ad essa; le Diocesi stabiliscono un’aliquota che sostanzialmente è un corrispettivo per i servizi erogati dalla stessa Chiesa. Posso evitare di pagare questa imposta – evidenzia Pacillo – previa una dichiarazione di uscita (Kirchenaustritt) presso l’ufficio del Registro della propria parrocchia (Standesamt) o il tribunale distrettuale (Amtsgericht)».

CALO DEI FEDELI
Ciò spiega, il perché nei Paesi francofoni ed in particolare in Germania, la Chiesa Cattolica o Protestante, hanno percentuali di fedeli inferiori a quella italiana (90% circa). «Se vuoi restare cattolico o protestante senza pagare l’imposta sei automaticamente un evasore, come nel caso di Luca Toni. Ecco perché negli ultimi anni, segnati dalla crisi economica globale, c’è stato un aumento di coloro che hanno avviato procedure di uscita dalla Chiesa, evitando così di pagare la tassa».

LA SCOMUNICA
In questo contesto, però,«ci sono aspetti ecclesiologici un po’ controversi: se non paghi sei evasore, oppure dicevamo devi fare dichiarazione di “uscita” dalla propria Chiesa di appartenenza. Questa “uscita” secondo la Conferenza Episcopale Tedesca è punita con la scomunica, come un atto di apostasia. Si presume cioè che il fedele lasci la Chiesa perché non crede più nei suoi dogmi di fede. In realtà, in non pochi casi, si firma la dichiarazione di esenzione dall’imposta per un altro motivo: perché si vuole evitare il prelievo fiscale, che è una cifra importante, non parliamo di pochi euro».

IL CASO SVIZZERO
I canonisti, «esprimono tendenzialmente dubbi su questo atteggiamento della Chiesa Tedesca. In Svizzera, ad esempio, la tassa c’è, ma il non-pagamento di essa, non prevede automaticamente la scomunica. D’altro canto, non si capisce bene quale sia il delitto canonico commesso dal fedele che – senza essere apostata – decida di non pagare l’imposta di culto».

PROVVEDIMENTO DISCUTIBILE
Recita il canone 1399 del codice di diritto canonico: “Oltre i casi stabiliti da questa o da altre leggi, la violazione esterna di una legge divina o canonica può essere punita con giusta pena, solo quando la speciale gravità della violazione esige una punizione e urge la necessità di prevenire o riparare gli scandali”. «La scelta del fedele di orientarsi verso un risparmio economico (magari contribuendo in altri modi a sovvenire alle necessità della Chiesa) può giustificare una sanzione così netta da parte della Chiesa? Onestamente sembra un provvedimento eccessivo e non del tuttoi proporzionato».

PRELIEVO E FASCE DI REDDITO
Allo stesso modo, è giusto un prelievo dell’8-9% dei redditi a prescindere dalla fascia economica a cui si appartiene? Il docente cita il canone 1263: “Il Vescovo diocesano ha il diritto, uditi il consiglio per gli affari economici e il consiglio presbiterale, d’imporre alle persone giuridiche pubbliche soggette al suo governo un contributo non eccessivo e proporzionato ai redditi di ciascuna, per le necessità della diocesi; nei confronti delle altre persone fisiche e giuridiche gli è soltanto consentito, in caso di grave necessità e alle stesse condizioni, d’imporre una tassa straordinaria e moderata; salve le leggi e le consuetudini particolari che gli attribuiscano maggiori diritti”.

CONSUETUDINE PER I VESCOVI
In sostanza,«in diritto canonico tributario la consuetudine può speso dare carta bianca ai vescovi. E questo è uno di quei casi. Se fino ad ora si è sempre proceduto in questo direzione, la consuetudine vuole che si prosegua così. Dunque il vescovo dice di limitarsi a seguirla, nulla di più».

La Francia

La scristianizzazione della Francia che oggi denunciano in molti in realtà ha origini lontane, esattamente dai tempi della Rivoluzione, che fu una rivolta anticlericale oltre che anti monarchica. Anticipò per molti versi quello che sarebbe accaduto dopo la rivoluzione russa: chiusura delle chiese, soppressione degli ordini religiose, uccisione dei sacerdoti e delle religiose. La laicità imposta è sempre durata, pur attenuandosi, fino a oggi, tanto che, pochi sanno, gli edifici religiosi, anche la cattedrale di Notre Dame che recentemente ha rischiato di essere distrutta, appartengono allo stato, non alla Chiesa. Secondo l’intellettuale Jérôme Fourquet, però, come riporta il sito corrispondenza romana, “il cattolicesimo oggi in Francia sta attraversando la sua fase terminale”. Secondo dati raccolti recentemente, la partecipazione dei fedeli alla S. Messa è ormai ridotta a meno del 4% nelle città, all’8% nelle zone rurali ed i matrimoni in chiesa sarebbero solo il 40%: «C’è una scristianizzazione crescente», rivela Fourquet, che mette in guardia da una religione camuffata «con i valori laicisti anticristiani, come sta anche avvenendo». Ed ancora: «La dislocazione della matrice cattolica dalla società francese è quasi totale».


IL FUTURO DEL CRISTIANESIMO

Gli studi dicono che se le cose continuano in questo modo, l’ultimo matrimonio in chiesa sarà celebrato nel 2031 e l’ultimo battesimo si terrà nel 2040. Non ci saranno più sacerdoti entro il 2044. Nel 1950 erano 50mila, oggi sono 10mila e quasi tutti anziani. I seminari sono semideserti. Molti edifici religiosi sono stati trasformati in biblioteche, ristoranti, musei, cinema o anche palestre. Nelle ultime settimane si è poi assistito a un elemento estremo, che la dice lunga del ritorno anche della violenza verso i cristiani, l’incendio di diverse chiese. In tutto questo ci mette mano anche lo stato, come quando nel 2017 a Ploërmel, per ordine della magistratura, venne rimossa la croce sovrastante una statua di Giovanni Paolo II, accusata di violare la separazione tra Stato e Chiesa. Secondo il sociologo Mathieu Bock-Côte ritiene che la Francia stia vivendo «un processo di decomposizione nazionale e di civiltà che le autorità hanno deciso di accompagnare e moderare, senza pretendere di combatterlo o di rovesciarlo, come se fosse inevitabile». “Oggi questa società è l’ombra di quello che era – spiega ancora Fourquet –. È in corso un grande cambiamento di civiltà”. Sembra inevitabile allora ripensare all’incendio di Notre Dame come un segno dei tempi, ma le immagini di tante persone inginocchiate per strada a pregare per la sua salvezza sono un segno di speranza

In Francia, secondo le proiezioni di alcuni studi, per la metà del Ventunesimo secolo non ci sarà più il cristianesimo

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Senza un cristianesimo autentico c’è solo guerra! Decadranno tutti i principi dell’amore reciproco, del rispetto,della protezione della vita, ognuno si sentirà in diritto di sopraffare l’altro per il proprio benessere. Quello a cui assistete oggi è un lento spogliamento della coscienza in nome di una libertà egoistica, che sfocerà nella violenza.

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