NON POSSIAMO ASPETTARE ANCORA


Si può essere contro le misure anti pandemia decise dal governo senza per forza finire classificati come militanti No vax? Si possono criticare i dpcm, la gestione dei vaccini, le chiusure di negozi e ristoranti, oltre che della scuola, senza essere considerati persone che negano l’esistenza del Covid?

Sì, si può e giorno dopo giorno sono sempre di più gli italiani che si stanno rendendo conto di come questa emergenza sia stata gestita nel peggiore dei modi. Altro che modello Italia, qui siamo al disastro Italia. E perfino i magistrati ora iniziano a nutrire dubbi.

È di questi giorni un’ordinanza del Consiglio di Stato che accoglie un ricorso contro i decreti del presidente Conte, ritenendoli illegittimi. Fossero ancora in vigore (il ricorso alla magistratura riguarda i provvedimenti presi a dicembre, oggi modificati da un nuovo dpcm), molto probabilmente le norme verrebbero cancellate.

Così negozianti, ristoratori,gestori di palestre potrebbero tornare alla normalità, cioè a occuparsi delle proprie attività garantendo la sicurezza,ma senza essere costretti ad abbassare le serrande.La decisione dei giudici giunge in un momento particolarmente caldo,cioè mentre il governo si accinge a rinchiudere un’altra volta gli italiani in casa. Nonostante per settimane il presidente del Consiglio avesse giurato che non avrebbe mai adottato altri lockdown e sebbene prima di Natale avesse annunciato che i blocchi durante le feste erano necessari per scongiurare il peggio e consentire la ripartenza con l’inizio dell’anno nuovo, siamo da capo, esattamente dove eravamo un anno fa,ovvero con zone rosse e arancioni che limitano il lavoro e la libertà. Secondo il ricorso accolto dal Consiglio di Stato ma su questo concordano diversi costituzionalisti, tra i quali Sabino Cassese – il governo si è auto attribuito pieni poteri, ma non ne aveva il diritto. Dunque, se ci sono esercenti che non si rassegnano ad abbassare la claire non hanno tutti i torti, perché la Costituzione garantisce non solo la libertà di potersi muovere e spostare, ma anche quella di intraprendere, che tradotto significa che nessuno può sospendere la democrazia a causa della pandemia. Le misure di emergenza sono per definizione provvedimenti che si prendono con urgenza di fronte a un imprevisto. Ma qui che cosa c’è di imprevisto? L’eccezionalità della situazione poteva essere invocata a gennaio dell’anno scorso,ma poi quello che è venuto dopo era ampiamente prevedibile,prova ne sia che già prima dell’estate dello scorso anno si parlava della seconda ondata. Dunque,perché non sono stati rafforzati i trasporti, come mai la scuola non è stata messa in sicurezza, per quale motivo non sono stati decisi interventi che consentissero agli esercizi commerciali di proseguire la propria attività senza mettere a repentaglio la salute di nessuno? Capitolo a parte meritano i vaccini, che dovrebbero consentirci di metterci al riparo dall’infezione.
Come tutti quanti ricorderanno,è dai primi mesi dello scorso anno che si parla di piani di vaccinazione di massa.Peccato che i circa 12 mesi dall’inizio dell’emergenza siano trascorsi invano, senza l’esistenza di un piano vaccinale. E,soprattutto, peccato che nonostante i grandi annunci con cui si anticipavano accordi per l’acquisizione di milioni di dosi che avrebbero reso immuni dal Covid gli italiani,oggi ci troviamo a fare i conti con una penuria di fiale.Ricordate le polemiche dei giorni scorsi circa i ritardi in Lombardia nelle vaccinazioni? Beh,ora si scopre che il vero ritardo riguarda gli approvvigionamenti. E dire che a metà giugno, durante gli Stati generali, il ministro della Salute, Roberto Speranza,si era fatto bello raccontando di aver concluso un accordo con Astrazeneca per una fornitura di 400 milioni di dosi. Non era vero niente,come dimostrammo qualche settimana dopo.Ma a quanto pare non era vero nemmeno ciò che fu messo in circolo ai primi di novembre,dopo che la Pfizer annunciò la commercializzazione del suo vaccino: per l’occasione si accreditò l’idea di una trattativa tra lo stesso Speranza e i dirigenti della casa farmaceutica americana.Come stiano le cose si è scoperto ora. La centrale di acquisti non è nazionale ma europea e dunque ordini e distribuzione passano da Bruxelles e al momento,non avendo noi attivato acquisizioni dirette come per esempio ha fatto la Germania, rischiamo di ricevere le dosi con il contagocce.Pfizer ha annunciato che taglierà le consegne al nostro Paese del 30% e Domenico Arcuri, il flop manager delle mascherine, dei banchi a rotelle e delle siringhe,ha minacciato niente popodimeno che una causa.Se non ci fosse di mezzo Renzi,cioè un bluff,questo governo dovrebbe essere mandato a casa subito non per il Mes,ma per le mezze calzette che lo compongono.

fonte: La Verità

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